Agassi torna al tennis con un libro
Si chiama Open ed è in un qualche senso il modo con cui Andre Agassi sceglie di tornare al tennis, parlando della sua carriera e della sua vita di tennista, sempre in bilico fra la sconfitta e la vittoria. Un’autobiografia nata dall’incontro con lo scrittore americano J. R. Moehringer che Agassi ha incontrato nel 2006 durante il suo ultimo US Open disputato.
Una vita quella di Agassi al limite dello straordinario: bambino prodigio, ha esordito come professionista nel 1986 e ha giocato a tennis fino al 2006, realizzando una delle carriere più longeve di tutti i tempi. Campione e a lungo numero uno del tennis mondiale, è l’unico tennista al mondo ad aver vinto il Golden Slam: i 4 tornei del Grande Slam più l’oro olimpico.
Il libro comincia con un ammissione dolorosa: ”Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco.” Il libro ripercorre cronologicamente la vita del campione, fin dagli inizi, quando ancora bambino è sottoposto ad un rigido programma di allentamento dal padre, Mike, un iraniano di origini armene e assire, trasferitosi a Las Vegas dopo aver gareggiato come pugile nelle Olimpiadi del 1948 e del 1952 per il suo paese natale l’Iran. Il rapporto difficile con il padre al quale il piccolo Andre non riesce a dire di no, le enormi aspettative del genitore, la durezza con la quale impone al figlio di soddisfarle portano il giovane, ancora adolescente, a dover lasciare la famiglia per trasferirsi alla Bollettieri Accademy di Nick Bollettieri, celebre allenatore di campioni come Boris Beker e Monica Seles.
Comincia così la carriera da professionista di Agassi, sempre in bilico tra il trionfo e la disperazione. Una continua ricerca di equilibrio che lo porteranno negli anni a commettere molti errori, soprattutto nel rapporto con i media, ma anche a circondarsi di persone importanti che saranno per lui come una famiglia. Sono gli anni degli stravizi, delle stravaganze in campo, poi, del matrimonio con l’attrice e modella Brooke Shieldes.
In questa autobiografia, Agassi ha ammesso di essere stato per un breve periodo dipendente dalle metanfetamine e di aver mentito nel 1997 all’ATP per evitare una squalifica. Le reazioni del mondo del tennis sono state immediate e piuttosto dure. Molti suoi colleghi come Roger Feder, Sergej Bubka e Martina Navratilova si sono dichiarati scioccati e hanno chiesto che l’ex collega venga sanzionato.
Un libro interessante, coinvolgente, un racconto intimo e fluido attraverso 20 anni di carriera di uno dei più grandi campioni del tennis, ma anche di un uomo alla ricerca della felicità.






