È arrivata la conferma ufficiale, da oggi Valentino parlerà arabo: la Mayhoola for Investments Spc ha acquistato la griffe Made in Italy per la cifra astronomica di 700 milioni di dollari; ci si chiede adesso come cambierà il brand. L’acquirente è, manco a dirlo, un facoltoso emiro del Qatar, e nell’acquisto sembra che sia coinvolto anche il marchio M Missoni, appartenente al medesimo gruppo, mentre su MCS Malboro Classics tutto invariato, la gestione rimane a Permira. Sulla trattativa ormai andata in porto ufficialmente si esprime cosi la società Mayhoola: “Valentino è da sempre un marchio di grande fascino e di indiscusso posizionamento. Siamo rimasti colpiti dal lavoro fatto in questi anni dai direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli e da tutto il management team guidato da Stefano Sassi. Il nostro obiettivo è quello di supportare il management al fine di raggiungere una piena valorizzazione delle prospettive di questo magnifico marchio. Crediamo inoltre che Valentino sia la base di partenza ideale per creare una più ampia presenza nel settore del lusso”.
Il gruppo Valentino dal canto suo non è affatto dispiaciuto della vendita, come testimonia lo stesso Stefano Sassi, amministratore delegato Valentino, il quale ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti di questa operazione. Negli ultimi anni, nonostante il mercato del lusso presentasse momenti altalenanti, l’azienda ha sempre operato con grande intensità e con un orientamento di lungo termine, finalizzato a cogliere a pieno le grandi potenzialità del marchio. Il lavoro svolto ha portato ad una sensibile crescita del fatturato, pari a circa il 60% tra 2009 e 2012. L’attuale positiva evoluzione di Valentino potrà essere ulteriormente accelerata con il contributo del nuovo azionista”.
Stando alle prime dichiarazioni, almeno inizialmente non dovrebbero esserci grandi cambiamenti per quanto riguarda la direzione creativa Valentino, ma solo il tempo potrà dare una risposta certa in merito. Sono in tanti comunque ad augurarsi che in futuro si abbia maggiore orgoglio nel mantenere griffe così rappresentative del Made in Italy, e come dargli torto… A noi Valentino mancherà.






